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Hu-Friedy

Attualmente l’odontoiatria deve rivolgersi con sempre maggior impegno alla prevenzione e alla diagnosi precoce, oltre che ovviamente al trattamento intercettivo delle lesioni cariose e parodontali del cavo orale.

La prevenzione rappresenta senz’altro l’ambito in cui l’efficacia delle procedure messe in atto dall’odontoiatra consente l’ottenimento di un maggior successo, sotto il profilo del risultato anche estetico delle procedure. Intercettare ad esempio in fase precoce una lesione cariosa consente la cura della stessa con un minimo interessamento degli elementi dentari coinvolti, consentendoci una terapia realmente conservativa ed efficace, oltre che minimamente invasiva nei confronti del paziente.

La filosofia del “minimum intervention” che oggi incarna questi atteggiamenti terapeutici è oggi consentita anche grazie agli sviluppi tecnologici nell’ambito degli strumenti e dei materiali a disposizione. La possibilità di utilizzare strumenti di ingrandimento, come occhiali ingranditori e microscopi operatori, consente il riscontro di lesioni in una fase iniziale, mentre “a occhio nudo” spesso non è possibile valutarle e intercettarle con la stessa efficacia. L’uso degli stessi presidi nell’atto terapeutico consente inoltre una minima invasività dei tessuti sani, dentali e mucosi, al momento della cura delle lesioni con evidenti benefici per il paziente.

Ma riconoscere precocemente una lesione non porterebbe a nessun vantaggio se non fosse possibile disporre anche di strumenti adatti alla cura. Microcurette e microlame per bisturi consentono in parodontologia di attuare una terapia adatta e con il minimo interessamento dei tessuti così come, in campo conservativo, microfrese, microspatole e otturatori ci permettono la cura delle lesioni cariose anche di minima entità. Scopo ultimo è naturalmente la preservazione del tessuto dentale sano e il rispetto dei tessuti non compresi da fenomeni patologici, a volte inesorabilmente coinvolti nell’atto terapeutico con le tecniche e le strumentazioni convenzionali.

Lo strumentario odontoiatrico è una delle parti fondamentali della pratica clinica del dentista. Con la loro svariata disponibilità di forme, materiali, dimensioni e tecnologie, gli strumenti rappresentano, in piccolo, la vera mano del professionista nella bocca del paziente.

Molti professionisti hanno legato il loro nome a strumenti dalla forma unica, spesso ancor oggi usati, e nomi come Lucas, Black, Freer o Fox ancora riempiono i cataloghi dentali. Tuttavia l’esperienza del dentista porta a riconoscere che pur nell’uguaglianza delle forme, gli strumenti odontoiatrici non sono tutti uguali. La carenza di precisione delle rifiniture, di standard qualitativi affidabili in fase di realizzazione, di scelte ergonomiche nella forma delle impugnature e non ultima la scelta di materiali di qualità spesso identificano con chiarezza uno strumento di bassa qualità da uno affidabile e durevole nel tempo.

Proprio su queste scelte Hu-Friedy ha creato il suo nome, legandolo alla soddisfazione degli acquirenti per uno strumentario di qualità, preciso e durevole nel tempo. Con un occhio sempre rivolto alla ricerca, nuove proposte arricchiscono periodicamente l’offerta: dalle curette diamantate Diamond Tec alle leghe in acciaio chirurgico con tecnologia EverEdge, che rimangono affilate più a lungo.

Accanto a queste, nel pieno rispetto della filosofia della microdentistry, Hu-Friedy ha sviluppato uno strumentario idoneo all’utilizzo con i più avanzati sistemi di magnificazione. Fanno parte di questi le curette di Gracey “mini five”, portaghi e forbici microchirurgici, set completi di microconservativa come il set Kotschy, tutti idonei alla maggiore conservazione dei tessuti sani del paziente ed alla loro manipolazione atraumatica.

Hu-Friedy: “first because we last”!




Sito web



DiamondTech
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Strumenti
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EverEdge
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